GRAMSCI: LA SUA VOCE PARLA ANCORA AL NOSTRO CUORE E ALLA NOSTRA INTELLIGENZA

Il 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci (22 gennaio 1891-27 aprile 1937), uno dei miei compagni di viaggio. Scrittore, politico, fondatore del PCI, un partito che ha avuto grande parte nella liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Il regime fascista dichiarava “illegali” i suoi oppositori politici. Li metteva in carcere o li mandava al confino (lontano dalla loro residenza), o li uccideva. Arrestava Gramsci nel 1926, lo teneva in carcere per circa 11 anni (nonostante fosse malato) e lo faceva morire.

I giornali italiani di opposizione (come “Giustizia e Libertà), che in periodo fascista uscivano all’estero, annunciavano la sua morte avvenuta in una clinica di Roma. (Foto da “Gramsci e il suo tempo”- Longanesi, Milano, aprile 1977).

Gramsci ci ha lasciato in eredità i “Quaderni del carcere” e le “Lettere dal carcere”. E la sua voce parla ancora al nostro cuore e alla nostra intelligenza.

V’invito, innanzitutto nella scuola, alla lettura diretta della storia, del passato e del presente.

IL VALORE DELLA LIBERTA’

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:/libertà va cercando, ch’è sì cara,/come sa chi per lei vita rifiuta”. Dante- Purgatorio, Canto 1°, versi 70-72).

In tempi di crisi sanitaria e limitazione della propria libertà, sancita dalla Costituzione, rileggo con commozione il 1° Canto del Purgatorio di Dante. E le illustrazioni di Gustave Dorè!

Dante e la sua guida Virgilio stanno per passare dall’Inferno al Purgatorio. Si trovano, di notte, su una spiaggia. Un dolce colore azzurro si diffonde nell’aria serena sino all’orizzonte. Appare all’improvviso un uomo con la barba lunga e brizzolata, come i capelli. E’ Catone di Utica, custode del Purgatorio. A lui, per ingraziarselo, Virgilio rivolge le parole riportate all’inizio. “Dante cerca la libertà, che è così preziosa come sai tu, o Catone, che per essa hai rinunciato alla vita”.

Sorge via via il chiarore dell’alba, che da lontano fa scorgere il tremolio del mare. “L’alba vinceva l’ora matudina/che fuggìa innanzi, sì che, di lontano, conobbi il tremolar della marina” (Dante- Purgatorio, Canto 1°, versi 115-117).

Oggi, in tempi di crisi sanitaria, dobbiamo apprezzare sempre più il valore della libertà!