PEPPINO UN RAGAZZO DEGLI ANNI ’70

Peppino Impastato in un comizio tra la sua gente

Peppino Impastato nasce il 5 gennaio 1948. Oggi avrebbe compiuto 71 anni. La sua storia è raccontata da M. T. Giordana nel film “I cento passi”. E’ un giovane di Sinisi, in provincia di Palermo. Si forma nel 1968. Lotta con coraggio contro la mafia e ne denuncia gli scempi compiuti con la connivenza dei politici. Riesce a bloccare, anche, la costruzione di un complesso turistico sulla costa. I suoi strumenti di lotta sono comizi in piazza, mostre fotografiche, un Circolo culturale e musicale, un giornale, una radio. Nel programma “Onda pazza” prende in giro i politico-mafiosi con l’arma dell’ironia. Questi strumenti e metodi di comunicazione sono validi anche oggi, per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini. La notte del 9 maggio 1978 torna a casa dalla sua radio. Un mafioso lo ferma, lo lega ai binari della linea Palermo-Trapani sopra una carica di tritolo e lo fa saltare in aria.

Peppino e la madre Felicia: foto dalla pagina facebook “Il 9 maggio io ricordo Peppino Impastato”

Non dimentico mai la madre Felicia Bartolotta al processo, quando puntò il dito contro Badalamenti con le parole “tu hai ucciso mio figlio”. Il più alto riconoscimento a tutte le mamme, che si ribellano alla cultura dell’omertà, del silenzio e dimostrano di amare la propria famiglia e la propria terra! Peppino parla ancora al cuore e all’intelligenza di chi vuole difendere la propria salute, la propria città, il territorio e l’ambiente in cui vive.

LA SEDUCENTE CARTAGENA

Cartagena: scorcio del centro storico
Cartagena: Puerta del Reloj, entrata alla città vecchia

Il 2 gennaio lascio Cartagena de Indias. Con la faccia come “nu pipirussu”, un peperone, e un naso rosso e sempre più spostato a sinistra! Ma l’effetto più grave è un senso di torpore, di sonnolenza….. che ancora non mi lascia. Questo stato catartico mi prendeva dopo la cena in quell’hotel. Continuava nelle passeggiate serali al centro storico, dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”.

Cartagena: caratteristico edificio della città vecchia
Cartagena: edificio caratteristico della città vecchia

Vagavo, nella città vecchia, a ruota libera tra le strade, i vicoli, gli edifici colorati, risalenti al periodo coloniale spagnolo: alla ricerca di una delle fontane refrigeranti.

Cartagena: caratteristico balcone
Cartagena: stupendo balcone ad angolo

E fu così che una ragazza, mossa a pietà perché ero solo, volle farmi compagnia. Non ricordo cosa avvenne quella sera. Né se qualcuno mi drogasse! Mi raccontano che Cartagena, dalle sembianze di una donna, ti avvolge in un abbraccio. E cerca di sedurti per sempre. L’ho anche fotografata quella disgraziata, all’ingresso dell’hotel: nuda, con la penna in testa, ammaliante!

Cartagena: una delle fontane refrigeranti del centro storico

FOTOLIBRO DEI MIEI VIAGGI CARTAGENA DE INDIAS

21 dicembre 2013: finalmente a Cartagena, “la Heroica”! Così la denominò Simòn Bolìvar, eroe dell’indipendenza dell’America del Sud, per il carattere indomito e rivoluzionario degli abitanti. Sul viaggio di ieri stendo un velo pietoso. Il volo da Manizales (dove soggiorno) cancellato per maltempo, un pulman sostitutivo, l’aereo Bogotà-Cartagena in ritardo! Ad un controllo di polizia, in aeroporto, mi sequestrano la forbicetta per il taglio delle unghie. La compagnia aerea si limita a offrirci un caffè o un bicchier d’acqua. LMS. E mi limitu puru iò (e mi limito pure io)! Per fortuna sull’aereo, accanto a me, un angelo! La sua visione mi ripaga di ogni amarezza.

Hotel San Pietro: esterno
Hotel San Pietro: interno, sala ristorante
Hotel San Pietro: interno, sala colazione

A Cartagena soggiorno su una penisoletta a sud del centro storico: Bocagrande, la Miami Beach locale. Osservo i “cartagenos” benestanti sorseggiare il caffè in locali alla moda, cenare in raffinati ristoranti. Ecco le foto del mio hotel: l’Hotel San Pietro, una casa antica ristrutturata, a 5 minuti a piedi dalla spiaggia, carina e confortevole, ricca di oggetti antichi. Il proprietario, italiano e pugliese, sposato con una signora colombiana, sempre presente, conversa con gli ospiti e coadiuva spesso in sala ristorante. Familiari e gentili anche i componenti dello staff. Ottime la colazione e la cucina, italiana, colombiana e internazionale.

Scena da spiaggia
Scena da spiaggia
Scena da spiaggia

La mattina la passo al sole, sulla spiaggia. Qui tutti a fischiare! Vogliono attirare la nostra attenzione, venderci qualsiasi cosa, farci massaggi. Le mani di quelle donne “vellicano” ogni parte del corpo, accarezzano la pelle, s’insinuano tra i capelli. Così si guadagnano da vivere. Però che sollievo!

Scena da spiaggia

I VALORI DI ALBERTO

 

 

Alberto e il mare

11.12.2018. Il 9 dicembre scorso a Galatone, in provincia di Lecce, abbiamo ascoltato in silenzio la Messa e le testimonianze in ricordo di Alberto Colitta. La chiesa, la più grande della sua città, era piena di gente. Come quell’11 dicembre di 10 anni fa, giorno dei suoi funerali ….. morto per una grave malattia all’età di 14 anni.  “Un giorno, papà, tu sarai povero ed io famoso”. Una frase profetica, come scrive il padre Luigi nel libro “Lì dentro non c’è un ragazzo grande”, in cui racconta la personalità e i comportamenti del nostro Alberto. Lui, che sperava di essere un campione dello sport, è diventato “figlio, nipote, fratello di tutti”, secondo le parole del sacerdote della sua parrocchia. . Oggi lui è famoso, per i valori che ha affermato e messo in pratica nella sua pur breve esistenza. Ma noi saremo davvero poveri, se non cercheremo di condividere quei valori, validi nello sport e nella vita: l’amicizia, il rispetto, la correttezza, la salvaguardia della salute e dell’ambiente, degli spazi verdi.

2005: Alberto e i suoi compagni del gioco del calcio

IL SORRISO DI ALBERTO

       10 anni sono passati dalla scomparsa, per malattia, di Alberto Colitta (14 gennaio 1994-9 dicembre 2008). Il padre Luigi ha continuato un colloquio ideale con lui. Ha scritto e presentato, il 27 novembre 2008, il libro “Lì dentro non c’è un ragazzo grande” (Edizioni Esperidi). Il ricavato della vendita sarà devoluto all’Associazione Italiana contro le Leucemie, sezione di Lecce.

       Vediamo Alberto quattordicenne nella squadra dei “Giovanissimi 2007-08”, tra i compagni di gioco, negli anni più belli della vita: quelli in cui si gioca a pallone. Il suo volto ci dice che le cose più importanti sono la salute e l’ambiente. Il nostro compito, ai vari livelli, è cercare di tutelarli. Dobbiamo anche creare e mantenere sicure strutture sportive per i ragazzi, come il “Centro Sportivo Polivalente” della sua città a lui intitolato.

       Sul volto sorridente di Alberto leggiamo le speranze, le possibilità della vita ….. che abbiamo tutti a quell’età e che per lui non si son potute realizzare.

UNO SGUARDO DIVERSO

Viaggio in Thailandia: isola di Phi Phi Leh

“The love of Siam”: l’addio tra Tong e Mew, interpretati da Mario Maurer e Witwisit Hiranyawongkul.

“The love of Siam”: lo sguardo di Mew

viaggio in Thailandia: isola di Ko Rok

Thailandia (Siam): un viaggio lungamente sognato da ragazzo e due volte realizzato! Isole e mare paradisiaci, templi, città come Chiang Mai o la capitale Bangkok: sono luoghi d’ambientazione del film “The love of Siam”, uscito il 22 novembre 2007. E’ la storia dell’amicizia tra due ragazzi adolescenti, del loro separarsi e poi ritrovarsi, di un addio forse definitivo. Ritorna in mente la sequenza dell’addio (una delle più toccanti), nel pre-finale. “Non posso essere il tuo ragazzo, ma questo non significa che non ti ami”, dice Tong a Mew. E Mew, mentre si allontana con gli amici del suo gruppo musicale, si gira e lo guarda. Uno sguardo struggente di affetto e di amore, che sembra interminabile e giunge nell’animo degli spettatori!

Tutti, indipendentemente dalla propria sessualità, vorrebbero amare e essere amati così.

EMOZIONI

       Sono innamorato della vita.

La scuola, lo sport, i viaggi sono i luoghi fisici e interiori delle emozioni e anche dell’amore. Saper fare scuola anche all’aperto, conoscendo l’ambientazione delle opere degli autori e facendo nascere nell’animo l’amore per la città e il territorio. Promuovere la pratica sportiva, come momento di crescita e socializzazione. Conoscere e curare il territorio e l’ambiente. Salvaguardare un turismo volto a godere del mare e della campagna nelle loro qualità. Valorizzare la dignità e i diritti delle persone, innanzitutto dei meno abbienti e dei più deboli.

Saper suscitare emozioni! Questi gli obiettivi del blog e i valori più importanti nella nostra vita.