“MORTE A VENEZIA” di L. VISCONTI la passione di un uomo per un adolescente in una città splendida e crepuscolare

L’adolescente Tadzio

Ricordo il 50° anniversario del film (1971), tratto dal romanzo breve di Thomas Mann, capolavoro di Luchino Visconti; i 100 anni della nascita del grande attore Dirk Bogarde (28.03.1921).

Siamo nel 1911. Gustav Von Aschenbach, famoso musicista 50enne, giunge al Lido di Venezia per un periodo di vacanza. Nell’Hotel des Bains incontra un bellissimo ragazzo polacco, il 14enne Tadzio. Se ne innamora in modo passionale. I due non si parlano mai. Ma nasce una reciproca forza d’attrazione, uno strano rapporto di gesti e sguardi. Venezia, intanto, è colpita da un’epidemia di colera. Aschenbach decide di ripartire. Ma per un disguido nella spedizione del bagaglio, ritorna al Lido.

Il trepidante ritorno al Lido di Gustav sul Canal Grande

Egli cerca di recuperare la giovinezza con cosmetici e tinture. Continua così il segreto gioco di sguardi e inseguimenti sulla spiaggia, in albergo, nel labirinto di calli e campielli. Sulla spiaggia guarda ancora una volta Tadzio, che sembra indicargli un punto all’orizzonte. Ma, stroncato dal suo male, muore.

Il film è ambientato a Venezia, alla vigilia della 1^ guerra mondiale: una Venezia splendida e fatiscente, dall’aria densa ed opprimente. Visconti ci dà una delle più belle ricostruzioni d’ambiente. In questa città, durante l’infanzia, aveva passato le vacanze insieme con la madre ed aveva un ricordo visivo diretto.

Il tema principale del film è l’amore-passione. Assistiamo a sequenze suggestive e avvincenti, dalla stretta corrispondenza tra immagini e musica. L’Adagietto della 5^ Sinfonia di Mahler è usato come un “leit motiv”, motivo ricorrente della vicenda interiore del protagonista.

Tadzio nella hall dell’hotel
Aschenbach e Tadzio sulla spiaggia

Ricordiamo il primo incontro nella “hall” dell’albergo, con l’alternarsi di panoramiche oggettive e soggettive (dal punto di vista del protagonista) ed il primo piano degli occhi di Tadzio che incontrano quelli di Aschenbach; il trepidante e gioioso ritorno in albergo sul Canal Grande, con Aschenbach inquadrato dall’alto contro la superficie lucente del mare; il fortuito incontro nel giardino dell’albergo, con il ragazzo che gli dona un sorriso dolcissimo e il musicista che stravolto fugge sussurrando “ti amo”; il concerto di suonatori ambulanti davanti all’albergo, con la macchina da presa che inquadra ora l’uno ora l’altro come due innamorati.

Di non comune potere attrattivo la sequenza finale sulla spiaggia: il musicista muore mentre guarda Tadzio, che s’inoltra nel mare e sembra indicargli con la mano un punto lontano.

Gustav guarda per l’ultima volta Tadzio che s’inoltra nel mare
Tadzio nel mare su uno sfondo nebbioso sembra indicare a Gustav un punto lontano

Autore: enzov

Sono uno che è nato in una città greco-bizantina, nel Salento leccese. Cittadino del mondo. Libero vivo, liberamente scrivo. Innamorato della vita, condivido valori che la rendono degna di essere vissuta. Ho insegnato Italiano, Storia, Educazione civica, Geografia nelle scuole del nord e del sud Italia. I miei interessi principali: blog, giornalismo, fotografia, viaggi, sport, musica, problemi sociali. I miei viaggi: Barcellona, Belgio, Brasile, Budapest, Bulgaria, Canarie, Colombia, Costarica, Croazia, Cuba, Grecia, Istanbul, Italia, Kenya, Messico, Olanda, Tel Aviv, Thailandia, Vienna.

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