GRAMSCI: LA SUA VOCE PARLA ANCORA AL NOSTRO CUORE E ALLA NOSTRA INTELLIGENZA

Il 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci (22 gennaio 1891-27 aprile 1937), uno dei miei compagni di viaggio. Scrittore, politico, fondatore del PCI, un partito che ha avuto grande parte nella liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Il regime fascista dichiarava “illegali” i suoi oppositori politici. Li metteva in carcere o li mandava al confino (lontano dalla loro residenza), o li uccideva. Arrestava Gramsci nel 1926, lo teneva in carcere per circa 11 anni (nonostante fosse malato) e lo faceva morire.

I giornali italiani di opposizione (come “Giustizia e Libertà), che in periodo fascista uscivano all’estero, annunciavano la sua morte avvenuta in una clinica di Roma. (Foto da “Gramsci e il suo tempo”- Longanesi, Milano, aprile 1977).

Gramsci ci ha lasciato in eredità i “Quaderni del carcere” e le “Lettere dal carcere”. E la sua voce parla ancora al nostro cuore e alla nostra intelligenza.

V’invito, innanzitutto nella scuola, alla lettura diretta della storia, del passato e del presente.

75° DELLA RESISTENZA

Milano 1976

25 aprile 2020. In questo giorno mi rivedo nel 1976, a Milano. Siamo in Piazza Duomo, alla manifestazione con Enrico Berlinguer, tra milioni di persone.

La Liberazione dal nazifascismo o Resistenza fu un movimento popolare teso a costruire uno Stato nuovo, basato sull’unità, la democrazia, la giustizia, l’onestà.

Sono valori, che in buona parte devono essere ancora realizzati.

Milano 1976

LA SCOREGGIA

“… ed elli avea del cul fatto trombetta” (Inferno, chiusa del Canto 21°). Così Dante definisce la scoreggia.

Siamo nell’8° Cerchio, 5^ bolgia: i dannati immersi nella pece bollente e uncinati dai Malabranche (diavoli neri posti a loro guardia). Sono i barattieri, coloro che usano le cariche pubbliche in cambio di denaro o vantaggi.

Il pensiero va a certi membri del Parlamento europeo. Unità? Sul MES SI’ del PD e NO del M5S. Sugli eurobond NO di Lega e Forza Italia. Un caos!

S’ode, all’intorno, uno sconcio suono di trombetta.

IL VALORE DELLA LIBERTA’

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:/libertà va cercando, ch’è sì cara,/come sa chi per lei vita rifiuta”. Dante- Purgatorio, Canto 1°, versi 70-72).

In tempi di crisi sanitaria e limitazione della propria libertà, sancita dalla Costituzione, rileggo con commozione il 1° Canto del Purgatorio di Dante. E le illustrazioni di Gustave Dorè!

Dante e la sua guida Virgilio stanno per passare dall’Inferno al Purgatorio. Si trovano, di notte, su una spiaggia. Un dolce colore azzurro si diffonde nell’aria serena sino all’orizzonte. Appare all’improvviso un uomo con la barba lunga e brizzolata, come i capelli. E’ Catone di Utica, custode del Purgatorio. A lui, per ingraziarselo, Virgilio rivolge le parole riportate all’inizio. “Dante cerca la libertà, che è così preziosa come sai tu, o Catone, che per essa hai rinunciato alla vita”.

Sorge via via il chiarore dell’alba, che da lontano fa scorgere il tremolio del mare. “L’alba vinceva l’ora matudina/che fuggìa innanzi, sì che, di lontano, conobbi il tremolar della marina” (Dante- Purgatorio, Canto 1°, versi 115-117).

Oggi, in tempi di crisi sanitaria, dobbiamo apprezzare sempre più il valore della libertà!

PASQUA DI RIGENERAZIONE

1973: Pasquetta a contatto con la natura

12-13 aprile 2020. Attraversiamo una grave crisi sanitaria e economica.

Esserne coscienti significa voler iniziare una totale rigenerazione.

Significa voler realizzare una nuova idea dell’Italia e dell’Europa, dei Paesi del mondo, della nostra vita.

1974: Pasquetta in campagna

Sono obiettivi fondamentali, che si possono raggiungere con una cooperazione collettiva: cittadini, governi, mondo della cultura e della politica.

Sono obiettivi fondamentali, che si possono raggiungere con la volontà collettiva di uno Stato rivoluzionario.

Un augurio a tutti!

1984: Pasquetta sul Gargano e nella Foresta Umbra
1990: Pasquetta in casa al mare

LA FUGA DI ENEA DALL’INCENDIO DI TROIA

In questo periodo di coronavirus e di emergenza sanitaria mi ritorna in mente il passo dell’Eneide del poeta latino Virgilio, studiato a scuola.

Un passo ben rappresentato dal dipinto di Federico Barocci, custodito nella Galleria Borghese di Roma. Enea salva l’anziano padre, portandolo in braccio, e il figlioletto abbracciato alla sua gamba.

Fuga di Enea da Troia

Il dipinto è la rappresentazione della civiltà umana. Civiltà è tutelare la salute di tutti. Civiltà è creare le condizioni per salvare tutti, vecchi e giovani.

Si comportano così i tanti Stati del mondo, che tagliano la sanità pubblica? Si comporta così l’Europa “unita”?

Oggi, più che mai, è il tempo della solidarietà e della cooperazione.

Provincia di Bergamo: la più colpita dal coronavirus
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