SPAZI RUBATI

Che spazi meravigliosi avevano le vie e le piazze dei nostri paesi e delle nostre città!

Piazza di una città: com’era

Poi è avvenuto il misfatto: alberi di pini e palme abbattuti, marciapiedi tagliati. Non più giovani, adulti e anziani insieme, non più gesti del corpo e sguardi innamorati, non più incontri di ragazzi innocentemente amati. Città a misura d’auto! Un albero fornisce 5 kg di ossigeno al giorno, mentre 1 litro di benzina ne consuma 16 kg.

Piazza di una città: anni 1950-1960
Piazza di una città: com’era

Rabbia, dolore, rassegnazione ….. Sono, questi, i sentimenti dominanti delle migliaia di persone davanti alle immagini degli spazi perduti. Sentimenti tutti legittimi e democratici, come la ribellione. Ribellarsi democraticamente è giusto, per spingere gli amministratori delle città a ripristinare quegli spazi.

Con che diritto togliete alla gente, forse per sempre, ciò che si ama?

Piazza di una città: distruzione dello spazio pedonale e degli alberi
Piazza di una città: com’è

L’ALBERO CHE NON C’È

20 marzo 2019. Equinozio di primavera. Quest’albero, che arrivava sulla casa al primo piano, non esiste più. Non è rifugio degli uccelli né dei ragazzi in amore, non dà verde né ossigeno alla città. Come tutti gli altri alberi che abbellivano quel viale! Ricordiamo che un albero fornisce 5 kg di ossigeno al giorno, 1 litro di benzina ne consuma 16 kg. Ciò che amiamo, ci è tolto per sempre.

I LUOGHI DELL’AMORE

la gioia del gol

Il campo sportivo, come la scuola e il viaggio, è un luogo delle emozioni e dell’amore. Non dell’odio e della violenza! “Per me il calcio -dice Pier Paolo Pasolini nell’intervista a Enzo Biagi del 1973- è uno dei grandi piaceri”.

Oggi sempre più persone, di qualsiasi età e sesso, accorrono sugli spalti anche dei campi di calcio giovanili. S’innamorano degli sguardi, dei profili, dei gesti del corpo di chi pratica lo sport.

lo stile di Gianluca
lo stile di Gabriele
l’abbraccio e la gioia del gol
il profilo di Nico

Suggerisco a insegnanti e alunni di leggere insieme Pasolini e Umberto Saba, che dedicò alcune poesie al gioco del calcio: “Squadra paesana”, “Tre momenti”, “Tredicesima partita”, “Fanciulli allo stadio”, “Goal”.

la classe di Dario
lo stile del calcio di Cristian

“Scende intanto la sera, e tinge in rosa

le nubi, e a quanto del tuo corpo è ignudo

fugacemente intona il suo colore.

La sua bellezza con la tua si sposa;

e una malinconia quasi amorosa

mi distilla nel cuore”. Saba: “Il giovanetto”