MORO (23.9.1916-9.5.1978) E PASOLINI (5.3.1922-2.11.1975)

Moro e Pasolini nel 1972, alla “prima” del film “I racconti di Canterbury”: foto pubblicata anche in Pierangeli-Barbaro- “Pier Paolo Pasolini, Biografia per immagini”, Paravia Gribaudo, 1995

Mi ritorna in mente questa immagine dell’Archivio Associazione Fondo Pasolini: Moro (a sinistra) politico e giurista e Pasolini scrittore e regista cinematografico, del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita. Entrambi accomunati da un tragico assassinio negli anni ’70!

Ricordo i tristi giorni di marzo-maggio 1978: i cinque uomini della scorta massacrati, Moro rapito e poi assassinato dopo 55 giorni di segregazione disumana.

Insegnavo, allora, all’Istituto Tecnico Commerciale di Treviglio (BG). Quei fatti sono seguiti e comunicati nelle mie classi, come un bollettino quotidiano. L’attualità entra prepotentemente nella scuola!

I giovani d’oggi, nella scuola e fuori, leggano Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini e vedano i film sulla loro vita.

In tempi oscuri, come quelli attuali, da loro può ben giungere un sospirato messaggio di pace e di umanità!

PIER PAOLO PASOLINI NEL CENTENARIO DELLA NASCITA (5 marzo 1922) E ANTONIO DE FERRARIS DETTO IL GALATEO

05.03.2022. Nella mia visita a Casarsa (PN), il primo pensiero è visitare le “tombe di Pier Paolo e della madre” e la casa materna oggi “Centro Studi Pasolini”.

Nelle mie visite a Galatone (LE), mi soffermo sulla casa natale dell’umanista galateo Antonio De Ferraris. Situata all’ingresso da Lecce in via Galateo (di fronte al Monumento ai Caduti) e risalente al 1400-1500, è stata negli anni rimaneggiata e lasciata in abbandono dalle Amministrazioni comunali. Vergognoso anche lo stato delle due lapidi, apposte dalla Società Operaia nel 1885 e nel 1983!

Rinnovo una mia proposta ai giovani delle liste politiche e elettorali nel Salento: impegnatevi per la ristrutturazione della “Casa di A. De Ferraris” e per la creazione di un “Centro Studi” per la documentazione e conoscenza delle opere dell’umanista galatonese e della storia della città salentina.

Pasolini come De Ferraris: forze del passato, che vivevano nel presente, amavano i “beni e i valori culturali”, denunciavano chi li distrugge e ce li toglie per sempre.

Casarsa (PN): Casa Colussi-Pasolini, casa materna dello scrittore-regista e poi diventata “Centro Studi Pasolini”.
Casarsa (PN): Cimitero e tombe di Pasolini e della madre Susanna Colussi.
Galatone (LE): via Galateo. “Casa dell’umanista Antonio De Ferraris” (1400-1500), rimaneggiata negli anni e non ristrutturata dalle Amministrazioni comunali.
Galatone (LE): Via Galateo. “Casa dell’umanista Antonio De Ferraris” (1400-1500). Si notano le due lapidi, apposte dalla Società Operaia e da tempo non leggibili.

“MORTE A VENEZIA” di L. VISCONTI la passione di un uomo per un adolescente in una città splendida e crepuscolare

L’adolescente Tadzio

Ricordo il 50° anniversario del film (1971), tratto dal romanzo breve di Thomas Mann, capolavoro di Luchino Visconti; i 100 anni della nascita del grande attore Dirk Bogarde (28.03.1921).

Siamo nel 1911. Gustav Von Aschenbach, famoso musicista 50enne, giunge al Lido di Venezia per un periodo di vacanza. Nell’Hotel des Bains incontra un bellissimo ragazzo polacco, il 14enne Tadzio. Se ne innamora in modo passionale. I due non si parlano mai. Ma nasce una reciproca forza d’attrazione, uno strano rapporto di gesti e sguardi. Venezia, intanto, è colpita da un’epidemia di colera. Aschenbach decide di ripartire. Ma per un disguido nella spedizione del bagaglio, ritorna al Lido.

Il trepidante ritorno al Lido di Gustav sul Canal Grande

Egli cerca di recuperare la giovinezza con cosmetici e tinture. Continua così il segreto gioco di sguardi e inseguimenti sulla spiaggia, in albergo, nel labirinto di calli e campielli. Sulla spiaggia guarda ancora una volta Tadzio, che sembra indicargli un punto all’orizzonte. Ma, stroncato dal suo male, muore.

Il film è ambientato a Venezia, alla vigilia della 1^ guerra mondiale: una Venezia splendida e fatiscente, dall’aria densa ed opprimente. Visconti ci dà una delle più belle ricostruzioni d’ambiente. In questa città, durante l’infanzia, aveva passato le vacanze insieme con la madre ed aveva un ricordo visivo diretto.

Il tema principale del film è l’amore-passione. Assistiamo a sequenze suggestive e avvincenti, dalla stretta corrispondenza tra immagini e musica. L’Adagietto della 5^ Sinfonia di Mahler è usato come un “leit motiv”, motivo ricorrente della vicenda interiore del protagonista.

Tadzio nella hall dell’hotel
Aschenbach e Tadzio sulla spiaggia

Ricordiamo il primo incontro nella “hall” dell’albergo, con l’alternarsi di panoramiche oggettive e soggettive (dal punto di vista del protagonista) ed il primo piano degli occhi di Tadzio che incontrano quelli di Aschenbach; il trepidante e gioioso ritorno in albergo sul Canal Grande, con Aschenbach inquadrato dall’alto contro la superficie lucente del mare; il fortuito incontro nel giardino dell’albergo, con il ragazzo che gli dona un sorriso dolcissimo e il musicista che stravolto fugge sussurrando “ti amo”; il concerto di suonatori ambulanti davanti all’albergo, con la macchina da presa che inquadra ora l’uno ora l’altro come due innamorati.

Di non comune potere attrattivo la sequenza finale sulla spiaggia: il musicista muore mentre guarda Tadzio, che s’inoltra nel mare e sembra indicargli con la mano un punto lontano.

Gustav guarda per l’ultima volta Tadzio che s’inoltra nel mare
Tadzio nel mare su uno sfondo nebbioso sembra indicare a Gustav un punto lontano

PASOLINI: 99° DELLA NASCITA

Pasolini (a destra) e il mare (immagine dalla pagina Facebook “Pier Paolo Pasolini, Eretico & Corsaro”)

Il 5 marzo 2021 è ricorso il 99° anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista (05.03.1922-02.11.1975).

Molto attuali, soprattutto in questi anni di pandemia, le sue proposte di riforma della scuola e della TV.

Egli si proponeva, sin dalla scuola dell’obbligo, l’introduzione degli insegnamenti di scuola guida, elementi di urbanistica, ecologia, igiene, sesso. A tal proposito si legga anche il trattatello pedagogico “Gennariello”, in “Lettere Luterane”, Einaudi 1976.

La parola allo stesso Pasolini nel seminario e nel dibattito con gli insegnanti al Liceo Classico “Palmieri” di Lecce, poco prima del suo assassinio. Da “Lettere Luterane”: raccolta di articoli scritti e pubblicati da Pasolini sul quotidiano “Corriere della Sera”, tra gli inizi del 1975 e l’ottobre della stesso anno.

3 MOMENTI

Il mare e il viaggio

In questi anni di pandemia….. mi mancano i momenti più belli. Li rivedo scorrere davanti ai miei occhi, come in un film.

Quegli sguardi e quei gesti del corpo, al mare o in un viaggio, chiedono la dolcezza di un bacio, una carezza, un abbraccio.

Il campo sportivo

Gli Allievi (ragazzi di 14-16 anni), al campo sportivo comunale, così esprimono la gioia per la vittoria e salutano il pubblico affettuoso.

La scuola

I miei alunni e le mie alunne, sorridenti in una visita guidata, sperimentano un modo diverso di fare scuola come conoscenza del territorio e dell’ambiente.

I 100 anni del PCI

21 gennaio 2021. Oggi ricorre il centenario della nascita del PCI (Partito comunista italiano). Il pensiero va ai massimi fondatori: Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Umberto Terracini, uomini che hanno operato costruttivamente nel loro partito e nella storia del loro Paese.

Essi lottarono tenacemente contro il fascismo e per questo furono condannati. Gramsci, ammalato, fu lasciato morire nelle carceri fasciste per impedire al suo cervello di pensare per il bene del popolo. Terracini, dopo 23 anni di carcere, partecipò alla Resistenza: quel movimento popolare di liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo. Fu poi presidente dell’Assemblea Costituente, che elaborò la Costituzione italiana.

Nel ricordarli, li ringrazio per quello che ho imparato da loro. Essi mi hanno insegnato l’indipendenza di pensiero, l’impegno nella vita politica e sociale, la lotta contro il compromesso, a non abbattermi di fronte alle difficoltà.

Ecco perché le loro voci parlano ancora e con tanta forza al nostro tempo, indipendentemente dalle loro idee politiche. Oggi tanti Paesi del mondo sono divisi, lacerati, immobili. Ma sulla strada di Gramsci e Terracini e di quelle persone che hanno lasciato esempi e affermato valori di correttezza, lealtà, dignità, possiamo acquisire la fiducia necessaria per rialzarci.

L’AUGURIO PIU’ BELLO

Un Natale e un fine anno diversi. Dalla finestra osservo il silenzio, il deserto. Ti vedo scambiare “trasgressivamente” uno sguardo, un bacio, un abbraccio, un regalo.

Mi rivedo al mare, in un viaggio, al campo sportivo. Tutto ciò che si amava ci è tolto, forse per sempre. E i ricordi, come diceva Pasolini, fanno venire la voglia quasi di andarsene da questo mondo.

Ma l’augurio più bello è lottare o impegnarsi insieme per le nostre idee e i nostri ideali, sino alla fine. Ne vale veramente la pena, in ogni campo della vita.

E’ BELLO RIVEDERE LA NOSTRA ADOLESCENZA

Così mi scrive un ragazzo degli anni ’70.

Ivan, Sandro, Andrea in relax al mare, prima di una gara

Sto presentando sui social un “foto-racconto” dei Tornei di calcio giovanili, organizzati insieme con amici dalla fine degli anni ’80 agli inizi del 2000. Quelli in cui si gioca a pallone sono tra gli anni più belli della vita.

Le foto ci fanno rivivere le emozioni, la gioia della vittoria e l’amarezza della sconfitta. Ma sono anche una testimonianza di impegno, rispetto, correttezza, amicizia. Sono questi i veri valori dello sport, praticati non solo dai ragazzi, ma anche dai dirigenti. Chi educa (nei vari campi della vita) lo fa non con le parole, ma con i comportamenti. Cioè con il proprio amore.

Cerchiamo di conservare le immagini visive. Così possiamo rivedere i momenti dell’adolescenza nel corso della nostra vita. E sarà più bello il ricordo!

E’ bello rivedere la nostra adolescenza!

ALDO E PEPPINO VIVONO

Ricordo sempre, soprattutto in tempi di crisi generale, Moro e Impastato uccisi il 9 maggio 1978 per le loro idee e il loro impegno.

Aldo Moro era, allora, presidente del partito della Democrazia Cristiana. Fu rapito e assassinato , insieme con i 5 uomini della sua scorta, dalle sedicenti brigate rosse. Egli (nel suo ultimo discorso) indicava anche la partecipazione del PCI al governo, per la soluzione dei problemi del proprio Paese. Ecco perché, probabilmente, è stato ucciso.

Peppino Impastato, un giovane di Cinisi (Palermo), fu assassinato dalla mafia. Aveva fondato un giornale e una radio libera, “Radio Aut”. E con questi strumenti di comunicazione lottava contro i misfatti e gli affaristi mafiosi, conniventi con amministratori e rappresentanti delle istituzioni.

Marco Tullio Giordana, nel film “I cento passi”, ci racconta la vita di questo ragazzo degli anni ’70. Gianfranco Albano dedica il film “Felicia Impastato” alla madre di Peppino, la quale al processo puntò il dito contro Badalamenti con le parole “tu hai ucciso mio figlio”.

Sarebbe educativo se i giovani approfondissero, insieme con i propri insegnanti, le storie di queste persone coraggiose. Sono state uccise, ma vivono ancora.

Funerali di Peppino

GRAMSCI: LA SUA VOCE PARLA ANCORA AL NOSTRO CUORE E ALLA NOSTRA INTELLIGENZA

Il 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci (22 gennaio 1891-27 aprile 1937), uno dei miei compagni di viaggio. Scrittore, politico, fondatore del PCI, un partito che ha avuto grande parte nella liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Il regime fascista dichiarava “illegali” i suoi oppositori politici. Li metteva in carcere o li mandava al confino (lontano dalla loro residenza), o li uccideva. Arrestava Gramsci nel 1926, lo teneva in carcere per circa 11 anni (nonostante fosse malato) e lo faceva morire.

I giornali italiani di opposizione (come “Giustizia e Libertà), che in periodo fascista uscivano all’estero, annunciavano la sua morte avvenuta in una clinica di Roma. (Foto da “Gramsci e il suo tempo”- Longanesi, Milano, aprile 1977).

Gramsci ci ha lasciato in eredità i “Quaderni del carcere” e le “Lettere dal carcere”. E la sua voce parla ancora al nostro cuore e alla nostra intelligenza.

V’invito, innanzitutto nella scuola, alla lettura diretta della storia, del passato e del presente.